Molti in giro dicono che noi giovani siamo fortunati perché siamo più agevolati io dico no da quasi ventiduenne infelice. Appunto di nuovo direbbero sei tu che sei cosi, no gli altri. Ma mi chiedo se non si riesce a trovare lavoro in generale non parlo solo di me, come si può essere realizzati o felici è un passo per me per acquisire un po’ di serenità e soprattutto indipendenza personale e di vita.
Oggi nel 2010 noi giovani non abbiamo più niente sembra di essere ritornati a chissà quali anni molti dicono eh c’è la crisi cosa vuoi, e io nel mi chiedo sempre? se è colpa mia perché sono nato e non posso avere neanche un lavoro per non parlare di altro.
La discriminazione tra uomini e donne eh maschilismo femminismo, però quando si vede gente che sfreccia in cambio d’ospitate milionarie in tv o chissà quale bel salotto solo per avere una quarta di reggiseno eh appunto gli altri direbbero è questa vita rassegnati il bello piace il volgare piace e la l’apparenza direi io. La discriminazione di nascere in un paese che senne frega del giovane ma, sicuramente forse dato anche dal nostro menefreghismo, il futuro dei giovani non l’avremo visto i tempi perché se non abbiamo un lavoro non vedo come potremmo avere una pensione, soprattutto poi con contratti a progetto o in nero, come vivremo il domani se non abbiamo certezze neanche oggi? È questa la vita direbbe, qualche sapientone, o qualche coetaneo direbbe eh fregatene sei giovane divertiti come se mi bastasse una birra o una sigaretta o chissà quale droga per dimenticare che non ho un futuro, o non abbiamo futuro. Vedo tanto menefreghismo verso il prossimo, e tantissime discriminazioni tra il troppo ricco appunto e il povero oramai la fascia media non esiste più dato dall’euro forse dato dallo stato, o chissà da quale motivo. Vedo che non si trova più neanche l’amicizia vera e sincera forse ero, un illuso io a crederci, perché ognuno è ben pronto a scavalcati e calpestarti appunto perché non sia tempo di pensare a queste stronzate eh già tu ti fai troppi problemi “cioè io”direbbero i coetanei fregatene parole, soltanto parole. Una persona come me che ha investito “illudendosi” tutto sul futuro su un eventuale riscatto personale nel futuro dopo aver visto e subito il bullismo fisico ma soprattutto psicologico “appunto i saputelli direbbero oh fa la vittima”, mi ritrovo a due anni a questa parte a girare nella speranza di qualcosa che poi si rivela un fallimento o un buco nell’acqua, “appunto gli altri direbbero chi senne frega” il menefreghismo appunto diffuso di questo mondo che quasi gode a vederti soffrire e morire dentro. Le ferite continue che si sentono dai buon saputelli, che ti dicono eh sei pessimista devi essere più propositivo, quando poi nella realtà e nel concreto non c’è niente vorrei vedere loro a mio posto loro parlano dal loro piedistallo di onnipotenza appunto cosa cavolo henne frega, tanto loro anno il lavoro, gli amici, persone che li apprezzano, ecc. Cosa cene frega è la risposta comune non pensare cosi, quando il vuoto attorno a te è certezza. Il menefreghismo diffuso mi accompagna, e ci accompagna perché ci sono troppi interessi meschini dietro, non interessa niente a nessuno fatto fuori uno dieci centomila si è più forti e più apprezzati. Eh tirati su dai appunto gli altri sorridi ma per cosa o chi?, per mascherare appunto come del resto faccio anche io però senza sorriso finto che va tutto bene, quando dentro sai solo tu cosa hai e non puoi neanche condividerlo con nessuno perché senno sei troppo pesante. Il muro della solitudine dell’onnipotenza e del menefreghismo perché appunto agli altri o anche a chi ti ha creato non importa figuriamo a qualcun altro. Il futuro mio non lo so visto il presente, visto dopo essermi ritrovato partito dalla Sicilia direzione Lombardia sperando in qualcosa di buono e investendo su un futuro migliore oggi mi ritrovo cosi a spasso dopo un corso gratuito che doveva formarti e aiutarti nel mondo del lavoro si, nei sogni appunto. Gli interessi sono troppo alti l’apparenza è certezza, il dentro non conta appunto il rispetto lo si ha, prende sono con l’aggressività, l’onnipotenza e la violenza non solo fisica, cosa cene frega a noi di quello che hai subito tu dimenticati cancella il passato, come se fosse facile dico io beh certo sul vostro piedistallo è facile parlare. Che vittimista direbbero appunto perché tutti anno, i problemi però senne fregano appunto beati loro dico io. Alla fin del mese cosa ti ritrovi a quasi ventidue anni il niente solo una quarantina di sofferenze ed umiliazioni, per un colloquio andato male se arrivi al colloquio appunto. La vita di un giovane quasi ventiduenne che non ha niente, calpestato dall’menefreghismo e dall’indifferenza altrui. Non conto, oh almeno conterò solo se sotto c’è un interesse altrimenti ciao, ciao. La fiducia in me stesso non celo si è vero ma continuando cosi come posso averla, quando non mela si viene data dagli altri, come posso crescere, maturare se sono sempre fermo nel mio tunnel senza uscita i saputelli direbbero volere è potere beh certo saputelli aggiungo io.
Un monologo “inutile per gli altri”di un giovane ventiduenne che dovrebbe avere un futuro, che dovrebbe spiccare gioia e invece è qua a sfogare la sua frustrazione e un po’ di quello che ha dentro nella speranza di trovare qualcosa, invece solo di vedere menefreghismo e onnipotenza altrui.
Anche, a te non tenne frega niente del futuro, DEL LAVORO, della vita, del rispetto, dell’educazione, della solitudine, indifferenza, sofferenza, umiliazione ecc, ecc????
Le faremo sapere in pratica addio, ecco cosa sento e vedo.
Andrea
sabato 1 maggio 2010
Onnipotenza e dito contro
È facile ferire, umiliare, una persona solo perché è straeducata e rispettosa del prossimo.
È facile giudicare per le 4 impressione che traspirino dall’proprio aspetto fisico o gesti.
È facile fermarsi a dei centimetri d’altezza, invece che alle persone e quello che anno dentro.
È facile umiliare il prossimo solo per il gusto di farlo.
È facile fermarsi alle apparenze, perché si è troppo bigotti per fermarsi a capire di più.
È facile fermarsi alle apparenze, e non pensare a quello che quella persona abbia dentro segnato dal passato.
La tristezza e la solitudine rimane perché per colpa di queste persone se non riesco ad essere me stesso.
Una cosa è certa vorrei avere un pugnale per bocca anche io cosi da rispondere per le rime;
“uno sfogo contro il muro indifferente, “e odio profondo verso il diverso” dell’onnipotenza altrui e il dito sempre ben puntato come un fucile,
Andrea “detto anche invisibile”
È facile giudicare per le 4 impressione che traspirino dall’proprio aspetto fisico o gesti.
È facile fermarsi a dei centimetri d’altezza, invece che alle persone e quello che anno dentro.
È facile umiliare il prossimo solo per il gusto di farlo.
È facile fermarsi alle apparenze, perché si è troppo bigotti per fermarsi a capire di più.
È facile fermarsi alle apparenze, e non pensare a quello che quella persona abbia dentro segnato dal passato.
La tristezza e la solitudine rimane perché per colpa di queste persone se non riesco ad essere me stesso.
Una cosa è certa vorrei avere un pugnale per bocca anche io cosi da rispondere per le rime;
“uno sfogo contro il muro indifferente, “e odio profondo verso il diverso” dell’onnipotenza altrui e il dito sempre ben puntato come un fucile,
Andrea “detto anche invisibile”
L’addio
L’addio sarà talmente inaspettato che non vi accorgerete, che non ci sarò più;
Quando, vi accorgerete “voi muro” capirete che meritavo la vostra attenzione, amicizia, rispetto, comprensione, affetto, amore;
La vita è breve o lunga, dipende dagli anni che ci si sente mentalmente;
L’addio sembra una cosa brutta, ma avvolte dopo aver patito tanta sofferenza ed umiliazioni è l’unica via d’uscita per la liberazione;
L’addio è la speranza di non sopportare tutto questo, semplicemente andare via da un mondo perfido e ingiusto, straraccomandato;
quando, vi accorgerete non ci sarà più tempo
Andrea
Quando, vi accorgerete “voi muro” capirete che meritavo la vostra attenzione, amicizia, rispetto, comprensione, affetto, amore;
La vita è breve o lunga, dipende dagli anni che ci si sente mentalmente;
L’addio sembra una cosa brutta, ma avvolte dopo aver patito tanta sofferenza ed umiliazioni è l’unica via d’uscita per la liberazione;
L’addio è la speranza di non sopportare tutto questo, semplicemente andare via da un mondo perfido e ingiusto, straraccomandato;
quando, vi accorgerete non ci sarà più tempo
Andrea
domenica 29 novembre 2009
Monologo Vita spezzata
Una cosa strana è brutta da dirsi, ma è la realtà quando ti svegli in posti che odi, dove hai perso la serenità, la voglia anche di farti una passeggiata essendo stato massacrato dagli insulti di gente inutile che non sa cosa fare e insulta, una vita imposta dove non si avrebbe mai pensato di vivere, è una vita vuota dove non esiste il rispetto per te per la tua persona ma solo il profondo disprezzo perla tua persona ma solo odio assoluto mi regalano.
Dito contro è certezza, veleno non si fa cosi so solo io come si fa gente fobista come dico io che vive nelle loro fissazioni malate e si ostina, quando c’è molto di peggio nella vita che qualcosa del genere talmente futile.
Ali spezzate fà al mio caso ho vissuto una vita pensando che ogni cosa che facessi sia sbagliata tanto da non avere più reazioni, stimoli, voglia di fare qualcosa arrendendomi alla minima cosa pensando tanto poi mi prenderanno in giro, mi diranno che non si fa cosi oggi mi sono rotto di sopportare, in realtà da tempo faccio quello che posso parlo da solo non mi interessa più che sia anormale, non mi interessa che la gente mi dica che non so guidare guido da solo almeno so che nessuno mi criticherà “apparte i clacson che rompono se non parti veloce” negato nei parcheggi e chi senne frega ho una vita imposta che è molto peggio.
Sono io semplicemente me stesso straodiato, criticato, massacrato da tutti, ma sono io vivo nel illusione che cambi qualcosa mi presento cosi sono io andrea anormale per lei perché chissà cosa si nasconde nel mio aspetto fisico qualche centimetro di troppo per lei ma sono sempre un essere vivente, timido, riservato, troppo educato, ma anche pazzo, anormale per lei o voi, ma io quel bambino per tutti anche se ho dovuto rinunciare ad esserlo ad a 10 anni per la sopravvivenza.
La violenza “la sconosco purtroppo perché forse oggi sarei rispettato”, l’arroganza anche, la cattiveria pure non sei nessuno per qualcuno perché non hai queste caratteristiche, ma fa niente mi rifugio nei miei profonda sofferenza e anche se sembra che sia schiacciato da tutti sono ancora vivo purtroppo per voi.
Disperazione è un’altra parola che mi contraddistingue, perché ho una vita imposta quella di vivere dove sono nato e dove non voglio vivere, di non trovare lavoro, di non poter uscire senza i sensi di colpa, di non avere la compagnia per uscire il sabato sera o qualsiasi altro giorno. La disperazione di vedere solo odio profondo per la mia persona, perché sono nato, vedere anche da chi m’ha creato profonda sfiducia e tanta ma tanta disapprovazione e considerazione, sempre di un bambino per loro, essere sempre quello che non sono in moltecipli situazioni e fingere un andrea che non sono. Disperazione di non poter prendere la valigia e andarmene da questa terra e da questa casa per sempre, disperazione di non avere nessuno amico che mi apprezzi per come sono e che non mi faccia mai un complimento, disperazione di sentirmi sempre dire che non si piange sbagli, non hai problemi teli inventi tu, perché pulisci, perché sistemi, perché ti lavi, perché esci ecc mille esempi per dire che non va bene niente di quello che faccio. Scrivere l’unica cosa che faccio per comunicare, anche se so che nessuno leggerà perché non sono buonista non parlo di felicità perché non l’ho mai conosciuta questa parola, ma conosco la realtà che è peggio di quella che si immagina.
Rabbia un’altra parola che mi accompagna da sempre di non potermi difendere chissà per quale cavolo di motivo, rabbia di essere nato in questo mondo, rabbia senso di colpa infinito per essere ancora in vita perché avrei preferito non nascere almeno non avrei visto tutto questo. Rabbia per non essere stato apprezzato, considerato, soprattutto in modo positivo bello da qualcuno. Rabbia di vivere nella solitudine assoluta di vedere che nessuno ti pensa, ti cerca, ti chiama, ti manda un messaggio, ma mi considerano solo se hanno bisogno di qualcosa, rabbia perché per gli altri ho sempre qualcosa che non va.
Voglia di sparire o essere invisibile per vedere cosa direbbero di me, o cosa farebbero se io non ci fossi più ragazzo iper fesso, ma forse è meglio non vederlo non conoscere perché starei già male al pensiero “di vedere la loro felicità”.
L’addio che esce molto spesso un desideri estremo, di finire per sempre questa sofferenza sarebbe una grazia di non svegliarmi più qui, di non vedere più tutte le persone chi mi feriscono e che mi fanno male un desiderio estremo che mi accompagna da quando ero piccolo una vigliaccata per molti per me no anzi una liberazione infinita di lasciare il posto a loro saputelli che sanno tutto loro a gli stronzi schifosi che mi rovinano la vita ogni giorno a lasciare la mia vita a loro cosi da non disturbare più nessuno illusione anche questa.
Fine di un'altro monologo inutile per tutti
Iper Andrea fesso
Dito contro è certezza, veleno non si fa cosi so solo io come si fa gente fobista come dico io che vive nelle loro fissazioni malate e si ostina, quando c’è molto di peggio nella vita che qualcosa del genere talmente futile.
Ali spezzate fà al mio caso ho vissuto una vita pensando che ogni cosa che facessi sia sbagliata tanto da non avere più reazioni, stimoli, voglia di fare qualcosa arrendendomi alla minima cosa pensando tanto poi mi prenderanno in giro, mi diranno che non si fa cosi oggi mi sono rotto di sopportare, in realtà da tempo faccio quello che posso parlo da solo non mi interessa più che sia anormale, non mi interessa che la gente mi dica che non so guidare guido da solo almeno so che nessuno mi criticherà “apparte i clacson che rompono se non parti veloce” negato nei parcheggi e chi senne frega ho una vita imposta che è molto peggio.
Sono io semplicemente me stesso straodiato, criticato, massacrato da tutti, ma sono io vivo nel illusione che cambi qualcosa mi presento cosi sono io andrea anormale per lei perché chissà cosa si nasconde nel mio aspetto fisico qualche centimetro di troppo per lei ma sono sempre un essere vivente, timido, riservato, troppo educato, ma anche pazzo, anormale per lei o voi, ma io quel bambino per tutti anche se ho dovuto rinunciare ad esserlo ad a 10 anni per la sopravvivenza.
La violenza “la sconosco purtroppo perché forse oggi sarei rispettato”, l’arroganza anche, la cattiveria pure non sei nessuno per qualcuno perché non hai queste caratteristiche, ma fa niente mi rifugio nei miei profonda sofferenza e anche se sembra che sia schiacciato da tutti sono ancora vivo purtroppo per voi.
Disperazione è un’altra parola che mi contraddistingue, perché ho una vita imposta quella di vivere dove sono nato e dove non voglio vivere, di non trovare lavoro, di non poter uscire senza i sensi di colpa, di non avere la compagnia per uscire il sabato sera o qualsiasi altro giorno. La disperazione di vedere solo odio profondo per la mia persona, perché sono nato, vedere anche da chi m’ha creato profonda sfiducia e tanta ma tanta disapprovazione e considerazione, sempre di un bambino per loro, essere sempre quello che non sono in moltecipli situazioni e fingere un andrea che non sono. Disperazione di non poter prendere la valigia e andarmene da questa terra e da questa casa per sempre, disperazione di non avere nessuno amico che mi apprezzi per come sono e che non mi faccia mai un complimento, disperazione di sentirmi sempre dire che non si piange sbagli, non hai problemi teli inventi tu, perché pulisci, perché sistemi, perché ti lavi, perché esci ecc mille esempi per dire che non va bene niente di quello che faccio. Scrivere l’unica cosa che faccio per comunicare, anche se so che nessuno leggerà perché non sono buonista non parlo di felicità perché non l’ho mai conosciuta questa parola, ma conosco la realtà che è peggio di quella che si immagina.
Rabbia un’altra parola che mi accompagna da sempre di non potermi difendere chissà per quale cavolo di motivo, rabbia di essere nato in questo mondo, rabbia senso di colpa infinito per essere ancora in vita perché avrei preferito non nascere almeno non avrei visto tutto questo. Rabbia per non essere stato apprezzato, considerato, soprattutto in modo positivo bello da qualcuno. Rabbia di vivere nella solitudine assoluta di vedere che nessuno ti pensa, ti cerca, ti chiama, ti manda un messaggio, ma mi considerano solo se hanno bisogno di qualcosa, rabbia perché per gli altri ho sempre qualcosa che non va.
Voglia di sparire o essere invisibile per vedere cosa direbbero di me, o cosa farebbero se io non ci fossi più ragazzo iper fesso, ma forse è meglio non vederlo non conoscere perché starei già male al pensiero “di vedere la loro felicità”.
L’addio che esce molto spesso un desideri estremo, di finire per sempre questa sofferenza sarebbe una grazia di non svegliarmi più qui, di non vedere più tutte le persone chi mi feriscono e che mi fanno male un desiderio estremo che mi accompagna da quando ero piccolo una vigliaccata per molti per me no anzi una liberazione infinita di lasciare il posto a loro saputelli che sanno tutto loro a gli stronzi schifosi che mi rovinano la vita ogni giorno a lasciare la mia vita a loro cosi da non disturbare più nessuno illusione anche questa.
Fine di un'altro monologo inutile per tutti
Iper Andrea fesso
giovedì 19 novembre 2009
Realtà
La realtà è quando una persona ti saluta se ha voglia di salutarti
La realtà che la vita non ti regala niente anzi ti massacra fin a farti sanguinare
La realtà è certezza
La realtà è che tutti anno qualcosa da dirti contro e raramente a favore
La realtà è che nessuno ci ama realmente
La realtà è una vita dove ognuno è se stesso
La realtà è che le persone non fingano quello che non esistono
La realtà è che ognuno di noi potrebbe esserlo solo se lo volesse
La realtà è quello che ti apprezza per quello che sei
La realtà che la vita ti strappa ogni giorno qualcosa
La realtà che siamo “sono” un illuso
La realtà è vita
Antibuonista Andrea
La realtà che la vita non ti regala niente anzi ti massacra fin a farti sanguinare
La realtà è certezza
La realtà è che tutti anno qualcosa da dirti contro e raramente a favore
La realtà è che nessuno ci ama realmente
La realtà è una vita dove ognuno è se stesso
La realtà è che le persone non fingano quello che non esistono
La realtà è che ognuno di noi potrebbe esserlo solo se lo volesse
La realtà è quello che ti apprezza per quello che sei
La realtà che la vita ti strappa ogni giorno qualcosa
La realtà che siamo “sono” un illuso
La realtà è vita
Antibuonista Andrea
Solitudine e dito contro
Sensazione inimmaginabile per molti visto, che un ragazzo di 21 anni non dovrebbe provare questa sensazione ma invece è certezza.
Una sensazione o vita che mi accompagna sin dalla mia infanzia, adolescenza in pratica da, quando sono nato, è difficile da capire una tale sensazione di vuoto.
Dico sempre e penso che se non avessi parlato da solo e non avessi visto la televisione oggi non saprei parlare, ne comunicare. Perché è strano per molti non avere un confronto con le persone uno scambiarsi 2 parole io non conosco queste cose visto che non ho mai avuto amici reali veri sono orfano da questo punto di vista sentimentale di amicizie di tutto in genere.
Come descriverlo? E’ quando il sabato e la domenica, o durante la settimana non esci o se esci solo ovviamente, è quando tutto intorno a te è un profondo vuoto silenzio, quando non hai nessuno con chi parlare, raccontarti, vivere le tue emozioni di vita reale, sfogo, confronto, consiglio, ecc. Ma solo un profondo silenzio fatto di critiche, diti contro, profondo disprezzo, che possa essere della famiglia che dal esterno per farti sempre capire che sei tu, tu che non vai bene non servi a nulla, la tua esistenza è inutile, molti dicono questo è quello che credi tu, non è vero fa parte sempre del profondo disprezzo del dito contro di io, io tu, tu e sempre tu.
Che non sei come gli altri non tenne freghi di quello che ti dicono, rompi le scatole continuando a dire la verità, perché ti ostini a vivere quasi. Pensi e percepisci che tutti sarebbero felici se tu non esistessi perché vedi talmente disprezzo per la tua persona che vorresti sprofondare una sensazione strana da capire da percepire ma io la vivo ogni giorno di più. Voglia di riscatto di essere apprezzato e che un giorno cambierà tutto questo solo le illusioni che mi spingono ad andare avanti solo contro tutti, nel mio tunnel vuoto ma gli anni passano i giorni pure e io cresco e niente cambia ma cresce sono il disprezzo e il vuoto l’inutilità della mia esistenza vita ecc.
La ringrazio per le sue parole, ma a noi non ci interessa non ci interessi non ci interessa niente di te tu sei meno di 0 lo vuoi capire queste solo per parole che sento da molti non ci interessa proprio niente.
Andrea
Una sensazione o vita che mi accompagna sin dalla mia infanzia, adolescenza in pratica da, quando sono nato, è difficile da capire una tale sensazione di vuoto.
Dico sempre e penso che se non avessi parlato da solo e non avessi visto la televisione oggi non saprei parlare, ne comunicare. Perché è strano per molti non avere un confronto con le persone uno scambiarsi 2 parole io non conosco queste cose visto che non ho mai avuto amici reali veri sono orfano da questo punto di vista sentimentale di amicizie di tutto in genere.
Come descriverlo? E’ quando il sabato e la domenica, o durante la settimana non esci o se esci solo ovviamente, è quando tutto intorno a te è un profondo vuoto silenzio, quando non hai nessuno con chi parlare, raccontarti, vivere le tue emozioni di vita reale, sfogo, confronto, consiglio, ecc. Ma solo un profondo silenzio fatto di critiche, diti contro, profondo disprezzo, che possa essere della famiglia che dal esterno per farti sempre capire che sei tu, tu che non vai bene non servi a nulla, la tua esistenza è inutile, molti dicono questo è quello che credi tu, non è vero fa parte sempre del profondo disprezzo del dito contro di io, io tu, tu e sempre tu.
Che non sei come gli altri non tenne freghi di quello che ti dicono, rompi le scatole continuando a dire la verità, perché ti ostini a vivere quasi. Pensi e percepisci che tutti sarebbero felici se tu non esistessi perché vedi talmente disprezzo per la tua persona che vorresti sprofondare una sensazione strana da capire da percepire ma io la vivo ogni giorno di più. Voglia di riscatto di essere apprezzato e che un giorno cambierà tutto questo solo le illusioni che mi spingono ad andare avanti solo contro tutti, nel mio tunnel vuoto ma gli anni passano i giorni pure e io cresco e niente cambia ma cresce sono il disprezzo e il vuoto l’inutilità della mia esistenza vita ecc.
La ringrazio per le sue parole, ma a noi non ci interessa non ci interessi non ci interessa niente di te tu sei meno di 0 lo vuoi capire queste solo per parole che sento da molti non ci interessa proprio niente.
Andrea
lunedì 16 novembre 2009
Senza parole per questa vita
Già non ci sono davvero parole per testimoniare quanto la vita ogni giorno ti dà una pugnalata continua, soprattutto, quando non sei raccomandato ti rendi conto che non potrai mai trovare lavoro.
La realtà di un mondo di schifo dove non serve la buona volontà, “ma l’esperienza anche se hai 21 anni” non serve la serietà, “ma serve la pedata (raccomandazione)” non serve essere corretti non serve niente di tutto questo verve ben altro in questo mondo.
L’ipocrisia è certezza, l’orrore è anche questo certezza, il profondo disprezzo per le persone desiderose di riscatto nel mondo dell’lavoro non interessano, non interessa a nessuno, il lavoro va dato al raccomandato figlio del figlio di quello, di quel altro.
Ti accorgi ogni giorno di più che è inutile la tua insistenza, caparbietà, coraggio di andare di persona tanto nessuno ti apprezza, anzi ti disprezza profondamente perché non sei nessuno, per loro vali meno di 0 non sei nessuno per avere un lavoro, serve l’apparenza, mi chiedo da sempre cosa traspari dietro al mio aspetto, non l’ho mai capito il perché? forse il non essere comune, il voler essere diverso dalla massa, forse i centimetri della mia altezza, boh è la risposta.
Penso che davvero le speranze sono finite, visto un anno e mezzo oramai dicono in molti attendi, ma attendi cosa, il meglio, il posto che non arriva mai. I giorni di profonda disperazione ci sono come non mai dove non hai nemmeno la forza di scrivere parlare vivere nell’inutilità della tua esistenza, dove non ce un cane che ti cerchi in primis e nemmeno lavori per secondo. La mia esistenza è inutile per tutti in primis per me stesso, ma la mia illusione mi dice di continuare a tirare avanti strisciando a terra dal profondo dolore, e dalla inimmaginabile delusione della vita, mi lecco le ferite e vado avanti, mi alzo ogni giorno continuo con la mia testardaggine da mulo a cercare un posto di lavoro, una vita di riscatto altrimenti non so che farei sinceramente. Rigo dritto sperando che cambi qualcosa, la rabbia è infinita, l’odio profondo per questo mondo ingiusto non finisce. Rimarrà la sopravvivenza d’ogni giorno il tirare avanti e basta, in questo mondo di muri contro, tunnel senza uscita ecc, ecc, perché nessuno potrà capire ma solo giudicare.
Un monologo inutile sgrammaticato, dal filo logico surreale, dalle regole ortografiche immaginarie, ma sono questo mi volete fucilare perché esisto e perché cerco lavoro, sento l’eco arriveremo questo fate pure allora vi dico.
Buona vita almeno a chi cela io mi arrangio come molti diranno, volete avere sempre e comunque l’ultima parola fate pure io sono stanco di rispondere, difendermi, stare a sentire il vostro veleno.
Andrea
La realtà di un mondo di schifo dove non serve la buona volontà, “ma l’esperienza anche se hai 21 anni” non serve la serietà, “ma serve la pedata (raccomandazione)” non serve essere corretti non serve niente di tutto questo verve ben altro in questo mondo.
L’ipocrisia è certezza, l’orrore è anche questo certezza, il profondo disprezzo per le persone desiderose di riscatto nel mondo dell’lavoro non interessano, non interessa a nessuno, il lavoro va dato al raccomandato figlio del figlio di quello, di quel altro.
Ti accorgi ogni giorno di più che è inutile la tua insistenza, caparbietà, coraggio di andare di persona tanto nessuno ti apprezza, anzi ti disprezza profondamente perché non sei nessuno, per loro vali meno di 0 non sei nessuno per avere un lavoro, serve l’apparenza, mi chiedo da sempre cosa traspari dietro al mio aspetto, non l’ho mai capito il perché? forse il non essere comune, il voler essere diverso dalla massa, forse i centimetri della mia altezza, boh è la risposta.
Penso che davvero le speranze sono finite, visto un anno e mezzo oramai dicono in molti attendi, ma attendi cosa, il meglio, il posto che non arriva mai. I giorni di profonda disperazione ci sono come non mai dove non hai nemmeno la forza di scrivere parlare vivere nell’inutilità della tua esistenza, dove non ce un cane che ti cerchi in primis e nemmeno lavori per secondo. La mia esistenza è inutile per tutti in primis per me stesso, ma la mia illusione mi dice di continuare a tirare avanti strisciando a terra dal profondo dolore, e dalla inimmaginabile delusione della vita, mi lecco le ferite e vado avanti, mi alzo ogni giorno continuo con la mia testardaggine da mulo a cercare un posto di lavoro, una vita di riscatto altrimenti non so che farei sinceramente. Rigo dritto sperando che cambi qualcosa, la rabbia è infinita, l’odio profondo per questo mondo ingiusto non finisce. Rimarrà la sopravvivenza d’ogni giorno il tirare avanti e basta, in questo mondo di muri contro, tunnel senza uscita ecc, ecc, perché nessuno potrà capire ma solo giudicare.
Un monologo inutile sgrammaticato, dal filo logico surreale, dalle regole ortografiche immaginarie, ma sono questo mi volete fucilare perché esisto e perché cerco lavoro, sento l’eco arriveremo questo fate pure allora vi dico.
Buona vita almeno a chi cela io mi arrangio come molti diranno, volete avere sempre e comunque l’ultima parola fate pure io sono stanco di rispondere, difendermi, stare a sentire il vostro veleno.
Andrea
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